Gli eventi fondamentali

L'Associazione è stata fondata il 1 giugno 1955 ed i Soci Fondatori sono: Edoardo Barbero, Luigi Bertoncini, Evangelino Bo, Sostene Cassone, Luciano De Giacomi, Mario Germano, Francesco Manzone, Mario Morra, Vittorio Riolfo, Piero Rolando, Federico Rossano, Giovanni Sisto. Eretta in Ente Morale con DPR n. 659/31/07/1972 Pubbl. su Gazz. Uff. n. 297/16/11/1972. Premio "FEDELTA' AL LAVORO" concesso da: Camera Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Cuneo 7 settembre 1990. Di seguito un estratto di un bel libro edito nel 1975 dall'allora Consigliere Vittorio Riolfo per il ventennale: scritto che illustra il contesto in cui nasce e che ci rivela, anche a distanza di tanti anni, l'attualità degli ideali che furono alla base dell'istituzione e che tuttora pervadono il suo impegno. Certo occorre che le generazioni che si affacciano sul terzo millennio prendano in mano quella fiaccola!

Quando nasce la Famija Albèisa?

Dieci anni sono passati dalla fine della seconda guerra mondiale. Ci sono stati un referendum istituzionale, due elezioni politiche, il piano Marshall e c’è la guerra fredda. La Città di Alba che alla fine del 1948 contava 15.425 abitanti, sta per superare i 17.000.Al mercato del bestiame, il vitello della coscia vale 500 lire al chilo; la media del Dolcetto e di 700 lire al miriagrammo al mercato dell'uva.Giovanni Gronchi prende il posto di Luigi Einaudi alla Presidenza della Repubblica. Prima Mario Scelba, poi Antonio Segni sono capi del Governo; la Corte Costituzionale continua a non esistere e molti anni di anticamera sono previsti per le Regioni.Sotto la presidenza di Osvaldo Cagnasso, la Fiera del Tartufo, organizzata da1l'Associazione Commercianti Albesi, festeggia la sua 25a edizione con fuochi d'artificio.Cleto Giovannoni è Sindaco di Alba; a Palazzo Vescovile c'e il buon volto antico di Carlo Stoppa; a poche centinaia di metri il vulcano creativo di Pinot Gallizio stà per lanciare il manifesto del Laboratorio per una Bauhaus Immaginista.La STIPEL avverte gli utenti telefonici di Alba e di Corneliano che la teleselezione con Torino avrà inizio il 6 ottobre.  Ci sono 48 automobili ogni 1000 abitanti, cioe una ogni 20,8 (la media del Piemonte è di una ogni 20); in compenso la Città di Alba allinea ben 1086 autocarri, il doppio di Cuneo capoluogo provinciale; al comando di Giovanni Ferrero, la metà di essi sta arando i mercati della penisola sotto l’insegna P. Ferrero & C. per dare un dolce a tutti gli italiani: lo sfornano giorno e notte oltre mille operai, esodo dalle Langhe e dal Sud.Altre centinaia di braccia hanno accompagnato dalla culla di Via Manzoni al nuovo opificio di Via Santa Margherita l’esplosione produttiva della s.n.c. Tessiture Miroglio che stà per dare alla luce la primogenita Vestebene.Italo Ferrero, notaio, assume la presidenza della squadra di calcio Albese che si appresta a disputare il campionato di 16 Divisione: la nuova squadra che delle precedenti conserva solo Gandini e Bio, tenterà di ritornare in Promozione.A colpi di convegni, di telegrammi ministeriali e di balletti elettorali, infuria la polemica sulla strada statale 29: e chiaro ormai che le stanno toccando soltanto pannicelli caldi anziché cure radicali.Su Gazzetta d’Alba il buon prof. Monticelli avvisa gli agricoltori che l’aggiunta di zucchero durante la vinificazione e severamente vietata. Lo Stato vigila.Il ministro francese Pinay abbandona l’Assemblea Generale dell'ONU sbattendo la porta perché vi si discute dell’Algeria e il tedesco von Brentano giura a New York che non ci saranno mai due Germanie.Il gruppo Cinzano entra nella vecchia, gloriosa ma cadente Calissano di Alba; molte le speranze.

Come nasce la Famija Albèisa?

Verso la fine dell’estate del 1954, l'albese Luigi Bertoncini, economo a Palazzo Comunale, cominciò a tessere un’ordinata trama di contatti con amici con i quali aveva in comune il "pallino" di far qualcosa per Alba, al di fuori e al di sopra dell'attività delle pubbliche amministrazioni. I Bertoncini non erano nuovi a tale genere di iniziative: tra gli organizzatori della "Fiera-mostra dei rinomati tartufi d’Alba" che divenne poi la Fiera del Tartufo troviamo nel 1929 il padre, Giuseppe.Il mese di settembre il gruppo cominciò a riunirsi, quasi ogni settimana, in un’ospitale saletta dell'Albergo Savona di Alba: c’erano con Bertoncini, Sostene Cassone, Mario Germano, il padrone di casa Mario Morra, Federico Rossano, autore dell’inno ufficiale della "trifola", Giovanni Sisto che ne fu l'interprete, Pierino Rolando e Vittorio Riolfo. Quando l'idea ebbe contorni più delineati, fu invitato Edoardo Barbero, insegnante presso le scuole medie superiori, educatore di molte generazioni di giovani, il quale parve al gruppo promotore l'ideale figura che presiedesse all’impresa di costituire la Famija Albèisa, assumendo quale modello organizzativo la Famija Turineisa. Alla fine dell’inverno ’54-’55, già si era stesa la bozza dello Statuto del1’Associazione e delineata la sua struttura operativa. Non mancava che il lancio preliminare: con una cartolina-invito datata 12 marzo 1955 centinaia di albesi ne furono informati. Ecco il testo del messaggio che costituisce il primo documento dell’archivio della Famija:
Famija Albeisa                                                                               Alba, 12 mars 1955
 
Egregio Consitadin,
 
a Turin, tanti arti fa, j’é sortie la Famija Turineisa per difende e valorisé 'l compléss dla rica tradission piemonteisa.
La felicc inissiativa a l’a fait nasse ’n tanti centri regional dle famije che je smio, tute d’acordi per ’na simpatica glorificassion dle pi gelose usansse locai.
E Alba, a l’a propi gnente da difende e da glorifiché?
Ecco perché ’n numer ëd sitadin a l’a pià l’inissiativa d’inviteLa per la seira ’d giobia 17 corent a neuv ore a n’nadunanssa che a ’s farà a l’Hotel Savona per discute la possibilità ’d costituì la
 
FAMIJA ALBEISA
 
A sara certamerit ’na cosa 'interesanta e chiel ch’a goarda 'd nen manché.
’l grop promotor
La risposta fu soddisfacente; da sottolineare in modo particolare l'immediata adesione di molti albesi residenti fuori delle mura.I presenti all’adunanza del 17 marzo, dopo brevissima discussione circa i tempi dell’iniziativa, formalizzarono l’iscrizione a Soci della Famija Albèisa; altri che non erano presenti furono raggiunti uno ad uno. Con oltre duecento adesioni iniziali, il Comitato promotore, presieduto dall’ing. Edoardo Barbero, si gettò a capofitto nella preparazione del primo atto ufficiale del Sodalizio, la prima assemblea generale dei Soci, la Costituente, che fu convocata per il mercoledì 1° giugno 1955.

Perchè nasce la Famija Albèisa?

Pochi mesi dopo la prima assemblea, cosi si leggeva nell’articolo di fondo del neonato portavoce ufficiale della Famija:
Che cosa vuole dire amare la propria città? Ci sono due modi di dimostrarlo: il primo, indiretto, é quello di chi lavora ordinatamente al posto occupato nella società, l’artigiano che si affina nel mestiere, l’industriale che organizza la produzione, il commerciante che cura il suo negozio, l’operaio che fa il suo dovere. 
Ma c’e una seconda maniera, diretta, di amare la propria terra natale: è quella di coloro che, senza alcun proprio vantaggio, intendono organizzare tutte le migliori forze e le isolate intelligenze, indirizzandole con criterio ordinato a mettere in evidenza sia i diritti della comunità sia i suoi meriti, le sue tradizioni, la sua storia.
Non basta affermare, e lo affermiamo, che esistono forze attive, capaci, redditizie: bisogna possedere quel minimo di spirito comunitario sufficiente a cogliere ih blocco tutti questi vantaggi, presentarli in bella forma, conservarne documentazione, darne notizia ogni volta che sia necessario ed utile.
Questi intenti sono rimasti immutati ed hanno prodotto molti e durevoli frutti nella cultura albese, senza nulla chiedere se non nell'interesse collettivo verso la nostra bella Città di Alba, i suoi monumenti. la sua cultura profonda, i suoi successi in ogni campo.

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LE PERGAMENE DEI MONASTERI ALBESI

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a cura di Roberta Audenino, Rinaldo Comba


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LANGHE E ROERO

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